RAISE: La Rivoluzione Italiana della Riabilitazione Post-Ictus con Realtà Virtuale, Robotica e Intelligenza Artificiale

Rappresentazione digitale di un cervello che interagisce con una persona che indossa un visore VR per illustrare la riabilitazione neurologica del progetto RAISE

L’ictus è una delle principali cause di disabilità acquisita nell’adulto, con conseguenze rilevanti sulla motricità, sulle funzioni cognitive e sull’autonomia delle persone colpite. Le nuove tecnologie stanno però aprendo scenari del tutto inediti. Tra i progetti più ambiziosi in Europa spicca RAISE, guidato dall’Università di Genova in collaborazione con il CNR e l’IIT. Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il progetto integra realtà virtuale, robotica e intelligenza artificiale con l’obiettivo di migliorare la riabilitazione post-ictus attraverso strumenti più efficaci, personalizzati e accessibili.

1. Contesto e Sfide della Riabilitazione Post Ictus

1.1. L’ictus un problema centrale di salute pubblica

  • In Europa l’ictus colpisce ogni anno oltre un milione e mezzo di persone, con costi sociali e sanitari molto elevati.
  • Il sessanta per cento dei sopravvissuti presenta deficit motori o cognitivi che richiedono percorsi riabilitativi lunghi e spesso impegnativi.

1.2. Il contributo delle nuove tecnologie

2. Il Progetto RAISE: Obiettivi e Innovazione

2.1. Una iniziativa sostenuta dal PNRR

RAISE è uno dei progetti più rappresentativi del PNRR italiano, con un finanziamento importante destinato alla ricerca e alla modernizzazione del settore sanitario. Rientra nella componente dedicata alla salute, che ha come obiettivo rendere il sistema sanitario più moderno e più aperto all’innovazione tecnologica ⟐ Ministère de l'Économie ⬥ Ministère de l'Économie
Il piano nazionale di ripresa e resilienza
.

2.2. Le tecnologie principali

2.3. Un ecosistema collaborativo

  • Partner accademici Università di Genova, CNR, IIT.
  • Partner industriali Aziende specializzate in robotica e software per la salute.
  • Strutture cliniche Ospedali e centri di riabilitazione tra cui la Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.

3. L’Uso della Realtà Virtuale nella Riabilitazione Post-Ictus

La realtà virtuale è integrata nel progetto RAISE perché offre un modo efficace per aumentare l’intensità e la qualità della riabilitazione. Permette di creare esercizi immersivi che stimolano il cervello con attività ripetitive ma coinvolgenti, migliorando la plasticità cerebrale e favorendo il recupero motorio. La VR fornisce inoltre dati precisi sui movimenti del paziente che vengono analizzati dai sistemi di intelligenza artificiale per adattare in tempo reale la difficoltà degli esercizi. Questo rende il percorso più personalizzato e riduce la variabilità nella qualità del trattamento. L’uso della VR permette anche di simulare in sicurezza attività della vita quotidiana che sarebbero complesse o rischiose nel mondo reale.

3.1. Principi e Vantaggi

La realtà virtuale trova un impiego crescente nella riabilitazione post ictus grazie alla sua capacità di:

3.2. Risultati Clinici

3.3. Protocolli e Strumenti

3.4. Raccomandazioni e Limiti

4. Applicazioni Concrete e Risultati del Progetto RAISE

4.1. Riabilitazione motoria

4.2. Riabilitazione cognitiva

4.3. Inclusione e accessibilità

RAISE punta su soluzioni economiche e facili da utilizzare, anche a domicilio, per ampliare l’accesso alla riabilitazione ⟐ IBISC ⬥ IBISC
Sistema di realtà virtuale per l’auto riabilitazione motoria post ictus
⟐ Juntendo ⬥ Juntendo
Riabilitazione domiciliare con realtà virtuale per il recupero dell’arto superiore
.

5. Collaborazioni e Modello di Partnership

5.1. Una sinergia pubblico privato

Il progetto si basa su una stretta collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese, un modello sempre più diffuso in Europa per accelerare l’innovazione ⟐ Cairn.info ⬥ Cairn.info
Partnership e reti di collaborazione tra scienza e industria
⟐ OpenEdition ⬥ OpenEdition
Partenariati industriali e competitività nella ricerca pubblica
.

Finanziamento misto : Fondi pubblici come il PNRR e investimenti privati, con una gestione attenta della proprietà intellettuale ⟐ Enseignement Sup-Recherche ⬥ Enseignement Sup-Recherche
Ricerca partenariale e innovazione
.

5.2. Esempi di partnership

6. Prospettive e Sfide

6.1. Verso una riabilitazione 4.0

RAISE potrebbe diventare un modello per altri progetti europei, soprattutto nell’ambito degli appels Horizon Europe. L’obiettivo è creare un ecosistema duraturo per la riabilitazione neurologica che integri ricerca, industria e sanità.

6.2. Le sfide principali

7. Conclusione : RAISE un modello per l’Europa

Il progetto RAISE dimostra come l’innovazione tecnologica possa trasformare la riabilitazione post ictus rendendo le cure più personalizzate, accessibili ed efficaci. Grazie a un approccio collaborativo e a finanziamenti rilevanti, l’Italia si posiziona tra i leader nella riabilitazione neurologica.

Per operatori sanitari, ricercatori e industrie, RAISE rappresenta una roadmap concreta per integrare realtà virtuale, robotica e intelligenza artificiale nella pratica clinica. In un momento in cui i bisogni riabilitativi sono in costante crescita, iniziative come questa sono fondamentali per migliorare la qualità di vita dei pazienti e ridurre i costi sociali dell’ictus.

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Progetto RAISE e Realtà Virtuale nella Riabilitazione Post Ictus : domande e risposte

RAISE è un progetto italiano sostenuto dal PNRR che combina realtà virtuale, robotica e intelligenza artificiale per modernizzare la riabilitazione post ictus. Riunisce università, centri di ricerca, ospedali ed aziende tecnologiche.

Ogni anno in Europa l’ictus colpisce oltre un milione e mezzo di persone e il sessanta per cento dei sopravvissuti presenta esiti a lungo termine. La riabilitazione è lunga, costosa e richiede metodi motivanti e personalizzati.

La realtà virtuale crea ambienti immersivi che stimolano la plasticità cerebrale, aumentano la motivazione e consentono di adattare gli esercizi alle necessità del singolo paziente.

Gli studi riportati mostrano un miglioramento della motricità dell’arto superiore, un equilibrio più stabile e una riduzione della depressione grazie alla natura immersiva e coinvolgente degli esercizi.

Il progetto impiega realtà virtuale immersiva con visori, realtà virtuale non immersiva tramite schermi e sensori, e tecniche innovative come la terapia specchio in realtà virtuale.

L’IA analizza in tempo reale i movimenti del paziente, modula la difficoltà degli esercizi e ottimizza i protocolli riabilitativi rendendoli più efficaci e personalizzati.

La robotica indossabile come esoscheletri e guanti robotizzati assiste i movimenti, aumenta l’intensità degli esercizi e permette di misurare con precisione i progressi motori.

È un modello virtuale del paziente utilizzato per simulare, regolare e personalizzare i protocolli di riabilitazione in base alle sue reali condizioni.

I risultati presentati indicano un miglioramento della camminata, della motricità fine, della coordinazione e dell’autonomia, insieme a un maggiore coinvolgimento dei pazienti.

Sì. Riguardano il costo delle attrezzature, la formazione necessaria per i terapisti e le possibili difficoltà per pazienti molto anziani o con gravi deficit cognitivi.

Nota: questo articolo ha il solo scopo informativo. Per valutazioni personali o situazioni particolari, rivolgersi sempre ad un professionista.

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